In ricordo di Enrico

E dunque ieri, 11 giugno, è stato il 35° anniversario della morte di Enrico Berlinguer.
Ho aspettato un giorno prima di dire qualcosa su questo, ieri d’altronde è andata in scena la solita ipocrisia che pervade questo paese.
Una persona così importante com’è stata Berlinguer viene ricordata soltanto nell’anniversario della sua morte e scordata per il resto dell’anno.
Questa è l’Italia dalla memoria corta…
Tutti, ogni volta, l’11 giugno ricordano Berlinguer, soprattutto, per la sua intervista a Scalfari nel 1981 dove poneva con prepotenza nel dibattito politico la QUESTIONE MORALE.
Bene.
Ma lorsignori, dalla sinistra al PD e ogni persona che cita questa cosa, hanno mai letto davvero cosa diceva Berlinguer o si sono fermati al titolo dell’intervista?
Credo la seconda, perché per esempio tra le molte cose dure che disse c’era anche questa:
“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai Tv, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.”
Bé sono tutte cose che avvengono ancora giornalmente anche nei partiti dei politici che ogni 11 giugno ricordano Berlinguer e la QUESTIONE MORALE, senza ovviamente farsi nessun esame di coscienza.
In tuta Italia avviene ciò che Berlinguer descriveva nei dettagli e che ogni giorno vediamo dal vivo nelle nostre strade, ospedali, università, banche ecc. ecc.
Ogni città è “occupata” e non mollano di un centimetro.
Ma meglio qui e ora fermarsi a questa citazione, invitandovi al contempo a leggere attentamente tutta l’intervista del 1981, ATTUALISSIMA.
Riflettete gente…il PD ha tradito la sua memoria e l’idea di sinistra popolare.
Mi piace, altresì, ricordare anche quello che diceva poche ore prima del malore fatale nelle interviste che rilasciava.
A proposito di Europa, infatti, diceva che essa doveva essere un unione politica, prima ancora che economica e ricordava anche le piaghe della corruzione, della P2, dell’evasione fiscale.
Tutti temi rimasti senza soluzione e che lui già individuava come i mali italiani da debellare all’epoca.
Aimè, nulla è cambiato dal 1984.
Magari si risolvessero questi problemi, saremo davvero un Paese bellissimo.
Ciao Enrico.

Gianluca Quacquarini
Consigliere Comunale Ancona
https://gianlucaquacquarini.wordpress.com/

P.S. Queste alcune parole, le uniche davvero SINCERE, del ricordo di Enrico Berlinguer fatto ieri, 11 giugno 2019, dal Gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati nell’intervento dell’On. Antonella Papiro che ha parlato, giustamente, di “uno degli uomini politici che lasciano un segno indelebile: con la sua morte, nel nostro paese, fra smarrimento e dolore, si aprì una ferita che nessuno poteva rimarginare. Ma anche dopo è rimasto guida per le future generazioni”. Non era solo politico e uomo delle istituzioni, ma un esempio per tutti, un leader vero. Questo era Berlinguer e ci lasciava a 62 anni portando la passione di chi, senza perdere il contatto con la realta’, credeva in un sogno e quel sogno era la speranza. Per tutto questo ti diciamo grazie. Ciao Enrico

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