Che farne ad Ancona dei Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP)? È giunta l’ora di farli funzionare al meglio e NON certo come ora

Dall’abolizione delle Circoscrizioni in poi, la nostra Città ha perso un importante strumento, che consentiva ad Ancona di poter crescere e svilupparsi, dai territori cittadini più periferici fino a quelli più centrali, in modo omogeneo e costante, grazie alla vicinanza degli organismi decentrati, che garantivano partecipazione e maggiore attenzione verso le problematiche delle varie zone della Città.
Le circoscrizioni, per come le abbiamo conosciute in passato, davano la possibilità a tanti cittadini di potersi mettere in gioco in prima persona, candidandosi al consiglio del proprio territorio per contribuire alle attività dei quartieri rappresentati. Dalla loro abolizione (art. 17 d.lgs 267/2000, modificato dalla legge 42 del 26.03.2010), l’utilizzo dello strumento della partecipazione è stato lasciato in mano alla sensibilità (maggiore o minore) delle varie Giunte comunali che si sono susseguite.
Detto che NON può essere certo questo il modo per affrontare il cruciale tema della partecipazione, ad Ancona dal 2019 sono stati istituiti i Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP).
Strumenti di partecipazione che fin qui, per come sono stati strutturati, NON risultano al momento idonei per affrontare la complessa questione del governo dei territori, sempre più abbandonati a loro stessi.
La partecipazione politica, il civismo e la democrazia dal basso dovrebbero essere i migliori antidoti alla demagogia populista e alla cosiddetta “democrazia del pubblico” (nel senso di audience, NON di public).
Ad Ancona, nonostante lo sbandierato “civismo” della Giunta, la partecipazione è stata svuotata, ostacolata, atrofizzata nonostante la creazione dei CTP perchè agli stessi NON sono stati dati strumenti efficaci per dialogare con l’Amministrazione e risultano così totalmente inascoltati ed inefficaci.
Senza un assetto strutturato e stabile, la partecipazione democratica resterà così parola vuota.
La necessità è quella di un immediato intervento di modifica dell’attuale regolamento dei CTP che garantisca una effettiva partecipazione “dal basso”.
Favorire l’attuale assetto con forme più stabili di aggregazione e partecipazione alle attività politiche e amministrative della Città NON può che migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione di governo da parte dell’Amministrazione, chiunque essa sia in carica anche in futuro, attraverso la cooperazione virtuosa bottom-up tra cittadini e Comune.
Va benissimo il progetto realizzato dal 2019 con i CTP in modo così da istituire in via istituzionale organismi di partecipazione, sperimentati già in molte altre amministrazioni, per rispondere quindi all’esigenza di attivare forme e luoghi reali per valorizzare la partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla vita politica ed amministrativa di Ancona, garantendo così la rappresentanza delle esigenze della popolazione dei rispettivi territori… ma bisogna farli funzionare al meglio per raggiungere questo scopo.
Perché tutto questo abbia un senso, infatti, i cittadini devono e essere coinvolti VERAMENTE per fare i modo di poter contare, dire la loro, decidere e ricevere feedback costanti sull’andamento delle questioni trattate (principio di accountability).
Per questo, ripeto, l’attuale Regolamento dei CTP NON è adeguato allo scopo.
Con altri Consiglieri abbiamo presentato da tempo una proposta di modifica al regolamento per rendere più efficaci i CTP [QUI la proposta di delibera] e favorire la loro attività specificando meglio alcune loro competenze.
Finora abbiamo trovato nella maggioranza un muro rispetto alle nostre proposte che NON sono altro che la messa nero su bianco delle esigenze che hanno espresso anche alcuni Presidenti e Consiglieri degli attuali CTP che NON si sentono ad ora molto utili alla comunità.
Nelle ultime settimane c’è stata una sorta di apertura da parte di qualche Consigliere di maggioranza, vedremo se cambierà qualcosa in meglio….vedremo come si svilupperà il discorso e quali modifiche regolamentarie si potranno fare.
Ora vorrei rendervi partecipi di quanto segue…..
Prima di lavorare con gli altri Consiglieri alla proposta di modifca del Regolamento dei Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP) avevo elaborato, prendendo spunto dagli altri Comuni dove sono presenti o sono stati proposti i CTP, questo testo che specifica come la vedo io, considerando che la mia esperienza politica nelle Istituzioni ha inizio nel 2006 nelle vecchie Circoscrizioni (sono graditi commenti, grazie). Troverete nel testo sia come immagino dovrebbero essere i CTP sia una sorta di regolamento (nel rispetto di tutte le Leggi italiane vigenti).
Forse un testo ambizioso ma…..
Ad Ancona serve discontinuità e cambiamento: galleggiare NON basta, occorre invece uno sforzo profondo per immaginare la Città che vogliamo tutti noi insieme agli anconetani una Città vitale e dinamica, aperta ed europea, equa e solidale, dove la dimensione della permanente propaganda elettorale lascia il campo alle idee, alle proposte e alle azioni concrete. (QUI sotto il testo ↓↓↓↓↓)


Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP)
DEFINIZIONE
I Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP) sono organismi volontari ed elettivi. Esercitano funzioni consultive, di informazione e di proposta nei confronti del Consiglio Comunale e della Giunta, oltreché di supporto e di riferimento per i cittadini, aiutandoli anche nel disbrigo di adempimenti burocratici e amministrativi. Non possono assumere atti di natura decisoria, e NON possono avere un proprio budget finanziario da gestire.
Ritenendo fondamentale la loro funzione di rappresentanza territoriale, quali organismi di partecipazione e di collaborazione con l’amministrazione e con il governo della Città, il modello individuato per la costituzione degli organismi è quello della elezione diretta da parte dei cittadini, auspicabilmente estendendo l’elettorato attivo e passivo anche ai sedicenni (ai quali va garantito il diritto di incidere sulle scelte politico-amministrative che riguardano il loro futuro).
La disciplina relativa a sistema e modalità di elezione, alle questioni di elettorato attivo e passivo, incandidabilità, eleggibilità, incompatibilità, decadenze, così come la partecipazione civica delle comunità straniere presenti sul territorio comunale, sia appartenenti all’Unione Europea (che già possono votare per il Sindaco e per il Consiglio comunale), sia per i cittadini stranieri e gli apolidi che NON siano in possesso della cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea e che risultino essere residenti nel Comune da almeno un anno, è rimessa all’autonomia dell’ente e verrà stabilita e descritta in apposito regolamento comunale.
Si evidenzia che ai sensi dell’art. 8, c.4 del TUEL le consultazioni popolari elettorali e referendarie volte a valorizzare e promuovere forme di partecipazione all’amministrazione del comune “NON possono aver luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali”, pertanto l’eventuale consultazione popolare per l’elezione dei Consigli Territoriali di Partecipazione NON può essere contemporanea alle elezioni amministrative comunali, ma precedente o successiva.
Il numero dei componenti può variare in relazione alla popolazione e all’estensione territoriale. In base ad esperienze di Comuni con popolazione simile al Comune di Ancona si può ipotizzare un minimo di 5 ed un massimo di 11 consiglieri. La durata in carica dei consiglieri è rimessa all’autonomia normativa dell’ente: potrebbe essere di 5 anni come la durata in carica del Consiglio Comunale, anche al fine di una continuità di azione politico-amministrativa.
La sede dei CTP sarà coincidente con gli Uffici decentrati del Comune presenti sul territorio.
FUNZIONI E COMPETENZE
I CTP esercitano funzioni consultive e di proposta nei confronti del Consiglio Comunale e della Giunta Comunale, che si impegnano a rispondere ai Consigli Territoriali di Partecipazione entro un termine stabilito da apposito regolamento comunale. Svolgono, inoltre, funzioni di rappresentanza dei bisogni delle comunità locali e di promozione della partecipazione attiva.
In particolare i CTP dovranno occuparsi delle seguenti attività:
a) esprimere pareri obbligatori NON vincolanti e formulare proposte, di propria iniziativa o su richiesta dell’Amministrazione Comunale;
b) approfondire la conoscenza dei problemi di carattere economico, sociale, ambientale, culturale, sportivo, igienico-sanitario del proprio territorio anche al fine di consigliare eventuali soluzioni o collaborare nell’individuarle, in armonia con le esigenze locali, bilanciandole e tenendo conto della specificità del territorio di riferimento;
c) promuovere rapporti con singoli, gruppi e istituzioni al fine di contribuire all’informazione e all’approfondimento, rivolti alla collettività di riferimento, di problemi economici, sociali, ambientali, culturali sportivi e igienico-sanitari;
d) collaborare alla programmazione delle attività sociali, culturali e sportive realizzate nel proprio territorio, coordinandosi con gli assessorati competenti e con le associazioni di quartiere presenti ed operanti nel territorio comunale, promuovendo e favorendo forme di co-progettazione e di co-creazione;
e) partecipare attivamente all’elaborazione di progetti e/o proposte di intervento in materia di opere pubbliche e proporre interventi relativi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici e della viabilità, specie in occasione di scelte dell’amministrazione ed iniziative relative a grandi progettualità che possono incidere in maniera determinante sull’assetto del territorio e sulla vivibilità e gestione di un’area più o meno ampia della Città, fornendo eventuale collaborazione all’assessore competente, al fine di evitare azioni politiche NON adatte al singolo quartiere e peggiorative della qualità di vita dell’intera comunità;
f) promuovere e suggerire interventi a sostegno della partecipazione e aggregazione sociale;
g) elaborare proposte per la formazione del Bilancio di tipo partecipativo;
h) proporre e suggerire interventi relativi alle politiche ambientali riguardanti il territorio di riferimento;
i) collaborare con gli organi competenti nella gestione delle emergenze;
l) collaborare con il sistema di protezione civile;
m) esprimere pareri NON vincolanti sul bilancio partecipativo.
ORGANI ED ORGANIZZAZIONE
Rimettendo al regolamento comunale in materia la relativa disciplina, si prevede la seguente organizzazione:
1) Consiglio Territoriale di Partecipazione;
2) Presidente del CTP (con la previsione di un vice-presidente e del segretario verbalizzante facenti parte del Consiglio stesso).
Si precisa che le cariche di consigliere e di coordinatore sono svolte a titolo gratuito, NON potendo essere previsti retribuzioni, indennità, gettoni di presenza né rimborsi di nessuna natura o specie.
Oltre agli organi sopra citati, immaginiamo che i Consigli Territoriali di Partecipazione possano utilizzare anche altri strumenti per agevolare la partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione sui propri territori. Alcuni di essi possono essere:
ASSEMBLEE DEI CITTADINI
I Presidenti dei Consigli Territoriali di Partecipazione, in accordo con il Sindaco o suo delegato (Assessore alla Partecipazione Democratica), convocano le Assemblee dei cittadini almeno una volta all’anno, per discutere e approfondire problematiche ed interessi specifici dell’area territoriale. Le Assemblee sono convocate inoltre per dare riscontro alla cittadinanza delle azioni intraprese e dei progetti realizzati sui territori. La funzione è di favorire proposte, suggerimenti e osservazioni da parte dei cittadini, di promuovere la loro partecipazione attiva, in prima persona, al dibattito sugli indirizzi e sulle scelte in materia economica, sociale, culturale, sportiva, urbanistica, ambientale e di pianificazione della rispettiva area.
LABORATORI TEMATICI
Allo scopo di approfondire e proporre soluzioni su argomenti di specifico interesse del territorio sono istituiti Laboratori Tematici, che possono essere composti da rappresentanti individuati tra i Consiglieri del Consiglio Territoriale di Partecipazione, rappresentanti di Soggetti Associativi, associazioni di categoria, ordini e collegi professionali, altre organizzazioni riconosciute dalla normativa vigente, rappresentanti di comitati civici e protagonisti del territorio con particolare competenza sullo specifico argomento da trattare. Tali laboratori di cittadinanza possono fungere da supporto ai CTP per approfondimenti e proposte di soluzione su temi specifici di ciascun ambito e presidio territoriale.
CITTADINANZA ATTIVA
Al fine di promuovere la cittadinanza attiva vengono sostenuti progetti di volontariato con la finalità di orientare i cittadini verso un maggiore impegno sociale.
CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI TERRITORIALI
Con l’obiettivo di rendere ogni singolo Consiglio Territoriale di Partecipazione un luogo di incontro e collaborazione tra cittadini, istituzioni e realtà associative, anche tenendo conto che una delle funzioni di tale organo, come già indicato, è quella di collaborare alla programmazione delle attività sociali, culturali e sportive realizzate nel proprio territorio, coordinandosi con gli assessorati competenti e con le associazioni territoriali presenti ed operanti nel territorio comunale, viene prevista ed istituita la Consulta delle Associazioni territoriali, formata da ogni forma associativa esistente sul territorio: proloco, parrocchia, polisportiva ecc… che voglia aderirvi e dare il proprio contributo alle attività promosse dai CTP .
LE CAMMINATE DI QUARTIERE
I CTP possono organizzare almeno una volta all’anno le Camminate di Quartiere come momento di conoscenza approfondita del territorio. Le Camminate potranno essere proposte anche dai cittadini, dalle associazioni e dai Laboratori Tematici. Ad esse potranno partecipare anche uno o più rappresentanti istituzionali del Comune di Ancona (Sindaco o suo delegato), come ulteriore occasione per gli amministratori locali di essere presenti sul territorio, conoscerlo nei dettagli ed ascoltare le istanze dei residenti. Durante il percorso i partecipanti potranno scambiare osservazioni, esporre problematiche ed idee, condividere informazioni e far nascere spunti per la soluzione dei problemi emersi. Al termine il Presidente del Consiglio Territoriale di Partecipazione redigerà una breve sintesi di quanto emerso, con proposte di possibili soluzioni, da realizzare, eventualmente, anche con la collaborazione dei cittadini, secondo il principio di sussidiarietà. Le camminate di quartiere vengono adeguatamente divulgate tra la popolazione al fine di garantire ed incentivare la massima partecipazione.
PORTIERATO DI QUARTIERE
La figura del Portiere di quartiere, già sperimentata in alcune zone di Ancona, è una figura di riferimento per il territorio, una persona che, con visibili azioni quotidiane e concrete, rappresenta in maniera tangibile la volontà di protagonismo e di partecipazione della cittadinanza; è un simbolo dell’alleanza tra amministrazione comunale, privato sociale e associazioni di cittadini nella periferia e nei quartieri, personificando il senso di appartenenza ad una comunità. Si tratta di una concretizzazione del fenomeno della “partecipazione dal basso” e di sinergia tra cittadinanza, associazionismo ed ente pubblico. La presenza di una figura come questa restituirebbe un senso di sicurezza ai cittadini e rappresenterebbe un presidio fisico e sociale.
Le attività che sarebbe chiamato a svolgere questo soggetto, che potrebbe essere individuato anche tra i partecipanti al bando del servizio civile, possono essere molteplici e diversificate, per esempio:
a) raccolta e segnalazione delle problematiche dei cittadini;
b) punto di informazione e di riferimento, mettendo anche in contatto bisogni e risorse;
c) cura e decoro degli spazi pubblici;
d) aiuto e sostegno ai soggetti deboli, come anziani e bambini;
e) presidio degli spazi del quartiere, specie delle zone sensibili (scuole, aree verdi, bagni pubblici…);
f) promozione di attività e momenti condivisi e socializzazione, organizzando piccoli eventi ricreativi.
CONCLUSIONI
È il tempo di un forte segnale alla Città, avanzando una chiara proposta di cambiamento in ambito di partecipazione e sviluppo dei territori, in discontinuità con il recente passato, con l’ambizioso obiettivo di cambiare radicalmente e dal basso la vita politica e amministrativa della Città, rimettendo al centro i cittadini, singoli e/o associati, valorizzandone il ruolo e garantendo effettività al principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118 comma 4 della Costituzione). La proposta di ri-organizzare i Consigli Territoriali di Partecipazione, di regolamentarne meglio l’organizzazione, il loro funzionamento e di prevedere correlati strumenti di partecipazione va in questa direzione e costituisce un tassello centrale dell’Ancona che vorremmo per i prossimi anni.
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Gianluca Quacquarini
Consigliere Comunale Ancona
(Gruppo Misto – Democrazia Collettiva)
info@gianlucaquacquarini.com
www.gianlucaquacquarini.com

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Un pensiero su “Che farne ad Ancona dei Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP)? È giunta l’ora di farli funzionare al meglio e NON certo come ora

  1. Ottimo articolo.. ma sono trascorsi già  due anni…inascoltati….nelle zone di competenza ctp3 sono iniziati i lavori dei bandi periferie.. senza che il ctp3 sia stato interpellato…lo sono  state invece le Associazioni… ora l’Amministrazione…sta rispondendo alle domande dei Consiglieri….ma che senso ha se non si è  stati coinvolti…”nel parto ….delle idee di costruzione”…Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

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